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La marcia per l’accoglienza e le parole intollerabili di Bordonali

Marcia accoglienza Barcellona

“Così possiamo radunare ed espellere i clandestini”.
Ecco come l’assessore regionale Simona Bordonali ha commentato la proposta di una marcia per l’accoglienza, da tenersi a Milano, avanzata dall’assessore comunale Majorino.

In linea con un capo che incita alla pulizia di massa quartiere per quartiere, evocando orrori indicibili, le dichiarazioni odierne dell’assessore Bordonali suonano davvero gravi. Ritengo non si possa tollerare, anche alla luce della sua carica istituzionale, la disumanità e il disprezzo con cui parla di persone in fuga da guerre e fame, che vivono esistenze disperate.

Non si tratta soltanto di parole delle quali occorrerebbe vergognarsi, ma anche di una posizione priva di qualunque visione. Vorremmo una Lombardia in grado di intervenire sui problemi, di incidere sui drammi e di cogliere le opportunità del  mondo di oggi. Invece la becera propaganda leghista, incapace di affrontare le questioni epocali che ci attraversano, relega la nostra regione al ruolo di piccola provincia d’Europa.

La marcia mi sembra davvero un’ottima risposta ai deliri razzisti di questi esponenti politici e, ahimè, istituzionali, e un’ottima idea per valorizzare un sistema dell’accoglienza che, grazie al coordinamento dell’amministrazione comunale con l’aiuto fondamentale di un terzo settore straordinario e di tantissimi milanesi e lombardi generosi, è diventato un modello per tutti.

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