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Maxi-processo ‘ndrangheta: Lombardia sia parte civile

La Regione può costituirsi parte civile nei processi contro la criminalità organizzata per fatti di particolare rilevanza e allarme sociale verificatisi nel proprio territorio.

E’ quanto recita l’articolo 8 della legge per la prevenzione e il contrasto della criminalità, approvata in Consiglio il 19 aprile e salutata dal centrodestra come prova dell’impegno di Regione Lombardia contro le infiltrazioni mafiose.

Qualcosa non torna, allora, se nel processo che fa seguito alla maxi-inchiesta Infinito, con oltre 170 arrestati lo scorso luglio, sono presenti soltanto la Regione Calabria e i Comuni di Pavia e Bollate.

Possibile che Regione Lombardia non si senta parte lesa in questa vicenda? E che non ritenga questi fatti sufficientemente allarmanti?

Di fronte alla pervasività della presenza mafiosa sul nostro territorio, Formigoni dia finalmente un segno concreto di contrasto da parte dell’istituzione che rappresenta. Perché le parole non bastano. E tantomeno le leggi, se non vengono applicate

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