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Mobilitiamoci per ridare dignità all’Italia

Nessuno può governare calpestando i principi di uguaglianza e dignità politica e sociale sanciti dalla Costituzione.

La Magistratura dovrà stabilire – e ci auguriamo che lo faccia al più presto – se sussistono i reati ipotizzati.

Non è però più tollerabile per noi, donne e uomini che con il nostro lavoro e il nostro impegno civile tentiamo di rendere migliore questo Paese, assistere al degrado e alla deriva dell’etica pubblica cui il Presidente del Consiglio sta condannando l’Italia.

Sentiamo il bisogno di porre un freno a tutto questo:

* perché arrivi alle giovani donne un messaggio di libertà, di giustizia, di diritto a una vita fatta di scelte consapevoli, di riconoscimento della dignità della loro persona, della loro intelligenza, del loro sentire e delle loro competenze;
* perché gli uomini, in particolar modo i giovani, rifiutino il modello sessista che domina e spezzino la complicità maschile contro il corpo delle donne;
* perché chiunque abbia cariche istituzionali e sia coinvolto in questa vicenda si faccia da parte.

A motivarci non è un astratto moralismo, bensì il rifiuto del fatto che coloro che sono sospettati di essere i responsabili di questa ennesima offesa al corpo e alla dignità femminili, continuino a rappresentare le istituzioni democratiche.

Come uomini e donne che abitano in questa regione, riteniamo che il Presidente Formigoni – che ne ha permesso l’elezione – ora debba chiedere alla consigliera coinvolta di dimettersi.

Sentiamo il bisogno non solo di prendere parola pubblica, ma anche di mobilitarci: mai come ora è giusto che l’indignazione e il disgusto trovino visibilità e siano di tutte e di tutti. Possiamo voltare pagina e ridare dignità e speranza nel futuro, soprattutto alle giovani generazioni.

Primi firmatari:

Marilena Adamo, Ileana Alesso, Vittorio Angiolini, Gabriele Ballarino, Silvia Ballestra, Nino Baseotto, Ferruccio Capelli, Iaia Caputo, Arianna Censi, Daniele Checchi, Ilaria Cova, Chiara Cremonesi, Marilisa D’Amico, Adalucia De Cesaris, Diana De Marchi, Mario Fezzi, Maurizio Fontanili, Francesco Francescaglia, Luca Gaffuri, Marisa Guarneri, Alessandra Kustermann, Carmen Leccardi, Pierfrancesco Majorino, Aurelio Mancuso, Maurizio Martina, Giorgio Oldrini, Elena Paciotti, Nello Patta, Marina Piazza, Giuliano Pisapia, Antonio Pizzinato, Patrizia Quartieri, Onorio Rosati, Assunta Sarlo, Sara Valmaggi, Francesca Zajczyk, Maurizio Zipponi.

Per adesioni: ridiamodignita@gmail.com

1 Comment

  1. Non è questo il paese che volevamo, non è per questo che abbiamo studiato e fatto studiare i nostri figli: non per questo vile mercato, non per questa volgarità, non per questo sprezzo della dignità. Se ne vadano quelli della Lega nazista, del Pdl fascio-popul-qualunquista, di un centro-destra opportunista sempre pronto a cadere dal centro verso il lato del vincitore. Ma quando se ne siano andati non abbassiamo mai più la guardia, e curiamo anche noi stessi ricordando le parole di Concetto Marchesi: “Il fascismo non è un organismo malato, è una malattia; non è il lebbroso che possa guarire, è la lebbra».

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