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‘Ndrangheta e Asl: dopo Chiriaco anche Pezzano. Formigoni chiarisca

Dopo l’arresto di Carlo Chiriaco, direttore dell’Asl di Pavia, un altro nome della sanità lombarda compare nelle carte dell’inchiesta sulla ‘ndrangheta.

Pietrogino Pezzano, direttore generale dell’Azienda sanitaria di Monza e Brianza, è stato intercettato e fotografato in compagnia di malavitosi.

La rete dei tentativi di infiltrazione criminale nelle istituzioni lombarde si fa così sempre più fitta e torna a lambire direttamente la Regione.

Indipendentemente da eventuali responsabilità penali che, nel caso, sarà compito della magistratura accertare, non è opportuna la permanenza alla guida dell’Asl di un dirigente che ha intrattenuto relazioni quantomeno incaute e, come dicono gli inquirenti, di reciproca disponibilità con la “locale” di Desio.

E’ quindi necessario che Formigoni disponga la sospensione di Pezzano e che intervenga al più presto in Consiglio. Non può non aver nulla da dire sul fatto che tre esponenti della sua maggioranza – Ponzoni, Giammario e Ciocca – oltre a tre dirigenti di nomina regionale – Chiriaco, Pelillo e Pezzano – si ritrovino a diverso grado coinvolti in questa maxi indagine sulla criminalità organizzata.

Certo che, guardando agli ultimi due anni, da Guarischi a Prosperini a Rinaldin, fino ai casi emersi nelle indagini di questi giorni, l’immagine e la sostanza del centrodestra in Consiglio regionale preoccupano, oltre ad apparire davvero mortificanti.

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