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‘Ndrangheta: Formigoni e la Moratti dov’erano?

Alla faccia di chi ha irresponsabilmente sostenuto che in Lombardia la mafia non esiste, il maxi blitz di oggi contro la ‘ndrangheta (vedi qui e qui) mette in luce quanto la sua presenza sia capillare nella nostra regione. E addensa ombre nere sul Pirellone.

Ancora non sappiamo di quale entità possano essere le eventuali responsabilità penali dei singoli, ma è arrivato il momento per Formigoni e per il centrodestra lombardo di rispondere politicamente del coinvolgimento a vario titolo di uomini del Pdl, molto vicini o addirittura interni alle istituzioni.

Parallelamente alle indagini e alle operazioni delle forze dell’ordine, certamente indispensabili per sconfiggere le mafie, la politica stessa deve assumere un ruolo da protagonista in questa lotta, attraverso la promozione della legalità, all’insegna della trasparenza e della vigilanza.

E deve farlo a maggior ragione oggi, a Milano e in Lombardia, di fronte a un affare potenzialmente milionario per le cosche come l’Expo. Sul quale il centrodestra ha ritenuto di non dover istituire alcun organismo istituzionale di controllo che avesse l’obiettivo di contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata.

È per tale ragione che con i consiglieri Giulio Cavalli e Pippo Civati abbiamo lanciato nei giorni scorsi Expo No Crime, una commissione dal basso che si appropri di questo compito. Il blitz odierno ci ha ricordato prepotentemente che la ‘ndrangheta c’è, anche qui. E chi sta nelle istituzioni è, prima di altri, chiamato in causa per contribuire a fermarla

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