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Ndrangheta: ma quale guerra totale? La Russa cominci a occuparsi delle ombre che ancora aleggiano sul pirellone

Intervenendo sugli arresti odierni, conseguenza delle accurate indagini della Dia, l’assessore Romano La Russa parla di ‘guerra totale’ alle mafie, da parte delle istituzioni e anche di Regione Lombardia.

Francamente ci sembra un’affermazione davvero esagerata, considerando che Lega e Pdl non si sono finora preoccupati di garantire nemmeno il minimo a difesa del prestigio del Consiglio regionale.

Ma quale guerra totale alle mafie, se chi è stato definito nei verbali ‘capitale sociale dell’organizzazione criminale’ è ancora consigliere e addirittura componente dell’Ufficio di Presidenza? E se altri rappresentanti di enti regionali diversamente coinvolti o sfiorati dalle inchieste continuano a sedere ai propri posti o vengono addirittura promossi? E se, lo apprendiamo oggi, gli affiliati alla ‘ndrangheta arrestati stamattina avrebbero organizzato anche riunioni in uffici di importanti ospedali milanesi?

Prima di parlare e scagliarsi contro quelli che si permette di definire esagerati allarmismi della sinistra, l’assessore La Russa cominci a spendersi quantomeno per restituire all’istituzione che rappresenta la dovuta limpidezza, affinché il campo possa essere liberato anche dalla più piccola ombra.

Il centrodestra guida Milano e la Lombardia da vent’anni. Ed è inammissibile che non ci sia in questo senso alcuna assunzione di responsabilità politica per una evidente sottovalutazione del fenomeno delle infiltrazioni mafiose. Si è sempre preferito cavalcare argomenti ben più redditizi dal punto di vista del consenso elettorale, come la sicurezza e la microcriminalità.

Tanto che pure oggi, mentre il Gip spiega il finanziamento inconsapevole da parte del Comune di Milano al clan dei Flachi sul centro sportivo Iseo, la preoccupazione del Sindaco Moratti è quella di rendere off-limits Piazza Scala a cortei e presidi in seguito a una troppo rumorosa manifestazione dei centri sociali davanti a Palazzo Marino. Eccoli, per Pdl e Lega, i veri problemi di ordine pubblico

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