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Nel Bilancio il solito mix di promesse e politiche inefficaci

Bilancio

L’ultimo bilancio di legislatura è in linea con questi cinque anni targati Maroni: un mix di promesse elettorali mai realizzate, di capri espiatori sui quali scaricare le responsabilità e di politiche inefficaci. Dal diritto allo studio al welfare, dalla riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico all’ambiente e alle bonifiche, si ripresentano intatte le stesse ricette fallimentari sperimentate finora. 

La maggior parte delle proposte delle opposizioni è stata respinta. Il centrodestra ha bocciato i nostri emendamenti che chiedevano maggiori investimenti nel settore ambientale e in particolare per le politiche energetiche e la mitigazione dei cambiamenti climatici. E ha detto no anche alla nostra richiesta di spostare 40 mila euro dal fondo per gli accusati di eccesso di difesa all’educazione alla legalità, con l’obiettivo di porre l’accento sulla prevenzione dei reati violenti e favorire le condizioni per una migliore convivenza civile anziché incentivare i singoli a difendersi da soli.

È stato invece approvato all’unanimità l’ordine del giorno con cui abbiamo chiesto un appostamento di risorse per garantire i necessari finanziamenti e gli atti programmatori, d’intesa con Aler e gli altri enti, per l’abbattimento e la ricostruzione degli stabili di via Bolla dove da anni si trascina una situazione di pesante degrado in continuo peggioramento. Ci sarà ora da verificare che al voto seguano finalmente azioni concrete.

Nel complesso, la giunta Maroni ancora un volta ha confezionato un documento privo di qualunque prospettiva di rilancio e di risposte minimamente adeguate rispetto alle grandi sfide che la Lombardia pone.

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