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Nomine regionali: stop a spartizioni e candidati discutibili

La presenza di figure quantomeno discutibili poste alla guida delle Asl e di altri Enti regionali ha, nei recentissimi fatti di cronaca, palesemente evidenziato limiti e difetti di lungo corso del sistema delle nomine.

Per questo, come ci eravamo impegnati a fare lo scorso dicembre quando le polemiche sulle spartizioni legate al rinnovo dei vertici sanitari lombardi hanno riempito per giorni le pagine di tutti i quotidiani, abbiamo presentato un progetto di legge che modifica la normativa vigente in materia, inserendo paletti più restrittivi, nell’ottica di maggiore trasparenza e rigore per la scelta dei candidati.

Due i punti fondamentali della proposta, oltre all’equiparazione delle nomine in sanità, oggi regolamentate in altro modo, a tutte le altre.

Innanzitutto l’incompatibilità o la decadenza dall’incarico intervengono per chi abbia, in caso di reati particolarmente gravi, anche solo un rinvio a giudizio o un primo grado, senza che si aspetti la sentenza definitiva come attualmente previsto.

E poi, tutti candidati devono passare da un’udienza pubblica nelle competenti commissioni regionali, chiamate a certificarne i requisiti professionali necessari, con l’obbligo dei proponenti di definire una motivazione e con la possibilità di esprimere pareri di minoranza. Tutto ciò consentirebbe un’evidente assunzione di responsabilità politica e di limpidità del meccanismo.

Si tratta di una legge semplice e rapidamente realizzabile, poiché va a modificare norme già esistenti. Per parte nostra ci spenderemo ora affinché questo tema – che restando nell’ambito degli adempimenti statutari ci sembra ben più importante di festa e bandiera regionale – ottenga priorità in Commissione e in Consiglio e sia trattato e discusso con carattere d’urgenza.

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