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Non servono né Ferrari né referendum, ma una politica dei trasporti adeguata

Pendolari

Non servono Ferrari, ma treni funzionanti. E la soluzione non sta certo in un referendum venduto ormai come la cura di tutti i mali. È davvero incredibile che, mentre i pendolari denunciano pesantissimi disagi, una ventilata cancellazione di intere linee e la pessima gestione del servizio, l’assessore Sorte risponda invitandoli a fare campagna per il sì. Stiamo parlando di una politica dei trasporti da anni inadeguata. A cui non si pone rimedio buttando 46 milioni di euro per una consultazione inutile.  Con il dubbio, peraltro, che i soldi sprecati possano essere persino di più, a giudicare dall’imponente campagna pubblicitaria avviata da Regione Lombardia. Una vicenda sulla quale domani in Aula chiederemo risposte puntuali.

1 Comment

  1. Sottoscrivo, si sarebbero potuti usare per mettere un minimo d’ordine nei trasporti su ferro.
    Una soluzione potrebbe essere imporre
    a RL il rimborso delle ore perse dai pendolari causa cancellazioni/soppressioni/ritardi e chiedere conto a chi decide di sopprimere treni con cotanta frequenza.

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