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Nucleare: è il dato di realtà, non l’emozione a chiedere lo stop

Il destino dei tecnici che stanno ancora dentro Fukushima e gli enormi rischi che potrebbero ricadere su intere generazioni suscitano certo una fortissima reazione emotiva.

Ma se è vero che quello che sta succedendo in Giappone parla al cuore è altrentanto vero che pure la mente presta ascolto. Tutto il mondo si sta fermando a riflettere. Sarkozy chiede al G20 di affrontare le opzioni energetiche, la Germania spegne gli impianti, l’Unione europea annuncia un’allerta sull’import. Solo il Governo Italiano va avanti imperterrito e Formigoni continua a sostenerlo nascondendosi dietro l’autosufficienza lombarda.

È un atteggiamento irresponsabile e poco limpido. Non è una questione di età delle centrali, il nucleare di per sé non garantisce – e ancora una volta è sotto gli occhi di tutti – la necessaria tutela della salute pubblica.
Esistono al contrario alternative sostenibili e sicure sulle quali sono però necessari investimenti. Investimenti che nel resto dei paesi occidentali avvengono ormai normalmente, mentre in Italia ogni anno sono soggetti sempre più ai pesanti tagli dell’asse romano Pdl-Lega.

Formigoni consenta un confronto su un tema così importante nella sede opportuna, cioè in Aula, dove ieri la sua maggioranza ha impedito la discussione sulla mozione presentata a riguardo e soprattutto torni sui suoi passi e prenda una posizione netta per il no all’atomo.

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