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Nucleare: Formigoni incommentabile.

Formigoni non si tira indietro. Anzi, ora che anche il Governo comincia a tentennare sul ritorno all’atomo in Italia, fosse pure come è evidente solo per questioni di consenso elettorale, lui con la solita ambiguità apre addirittura alla possibilità di centrali in Lombardia.

Il punto non è la reazione emotiva, ma l’inopportunità di una politica strategicamente sbagliata dal punto di vista economico e del rapporto costi-benefici, con tutti i problemi a lungo termine ben noti, indipendentemente dall’età e dalla tecnologia degli impianti.

A questo punto non abbiamo davvero più parole. E visto che il Presidente sostiene di voler partecipare al dibattito sul nucleare in Italia, gli chiediamo di cominciare almeno a garantire che tale discussione possa svolgersi in Consiglio regionale, dove anche nell’ultima seduta prorpio Pdl e Lega, cioè la sua maggioranza, l’hanno impedita, rinviando la nostra mozione urgente sul tema. Tra l’altro, ci tocca pure invitarlo caldamente a essere presente per l’occasione, considerata la sua scarsa frequentazione dell’Aula.

Per quanto ci riguarda, saremo impegnati ad ogni livello contro qualsiasi ipotesi di costruzione di centrali sia in Lombardia che nell’intero Paese e sosterremo con grande convinzione il referendum di giugno. Per la seconda volta, come già fecero nel 1987, i cittadini potranno esprimere il proprio dissenso rispetto a una scelta dispendiosa, superata e piena di rischi. E pensiamo che saranno davvero in molti a farlo.

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