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Scelta miope sulla Pedemontana, la Regione prenda atto del fallimento

Pedemontana

La richiesta di fallimento per Pedemontana avanzata dalla Procura di Milano è un esito scontato. La crisi finanziaria della società poteva essere ampiamente prevista, trattandosi di un’opera nata vecchia e quindi poco attrattiva per gli investimenti privati. Il che comporta l’evidente responsabilità politica di chi, da Formigoni fino a Maroni, l’ha comunque voluta.

Pedemontana è figlia di un’idea anacronistica di mobilità basata prevalentemente sulla gomma, cioè sui camion e l’auto privata. Mentre i terreni venivano espropriati, mentre si annunciavano bonifiche costose, come a Seveso, e le compensazioni ambientali rimanevano ignote, negli anni il trasporto pubblico su ferro per i pendolari ha continuato e continua ad arrancare. Questa infrastruttura ha rappresentato quindi un enorme danno per l’ambiente, un’opzione sbagliata di sviluppo e, infine, anche una scelta inopportuna dal punto di vista finanziario.

Di fronte a un tale fallimento annunciato, ci chiediamo ora chi se ne farà carico. Intanto Regione Lombardia ne prenda atto. E poi occorre chiudere i lavori fin dove sono arrivati, mettere in sicurezza quanto costruito e lanciare da subito gli stati generali delle mobilità in Lombardia, per ragionare sul territorio in un’ottica finalmente moderna e sostenibile. Impedendo che a pagare i costi di una politica miope debbano essere ancora una volta i cittadini lombardi.

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Verso le elezioni regionali serve un progetto condiviso di buona politica

Elezioni regionali

Il risultato delle elezioni amministrative richiede alle forze progressiste di schiacciare il tasto reset. Se vogliamo vincere in Lombardia e battere la destra dopo 23 anni, occorre mettere a punto una proposta che sappia rimotivare l’entusiasmo e la partecipazione dei cittadini, dando voce alla necessità di cambiamento in una regione in cui la politica, come l’aria, è asfittica da tempo.

Serve un progetto che metta in campo buona politica e una rottura inequivocabile rispetto alle larghe intese e all’autoreferenzialità della politica romana. Un progetto che non può partire dalle candidature e che deve prevedere un reale ampio coinvolgimento dei lombardi nella sua definizione.

Per questo accogliamo con interesse la disponibilità di Giorgio Gori, o di altri che volessero farsi avanti, consapevoli che non bastano nomi pure autorevoli se non si introducono forti discontinuità e meccanismi di partecipazione, come  hanno chiesto a gran voce i cittadini in questa tornata elettorale.

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Approccio ideologico e inutile per la Giornata Regionale contro la droga

Droghe leggere

Il tema delle tossicodipendenze richiederebbe da Regione Lombardia un impegno costante anche in termini di risorse e un maggiore sostegno a chi opera nel settore. Non certo un’inutile giornata regionale contro la droga, doppione di quella internazionale e per di più costruita sulla base di un approccio fortemente ideologico.

Non si può equiparare, come fa il testo votato, droghe pesanti e leggere quando lo stesso ministero della salute classifica le sostanze stupefacenti in tabelle diverse a seconda degli effetti che producono. E non si può non leggere la realtà dei nuovi modelli di consumo e dei mercati che vi soggiacciono. Occorrono politiche di riduzione del danno e un’attenzione continuativa, visto peraltro che proprio pochi giorni fa il Coordinamento delle comunità di accoglienza ha denunciato come Regione Lombardia abbia abbassato la guardia su questo fronte e si trovi soltanto al terzultimo posto in Italia per le risorse destinate al contrasto alle dipendenze nell’ambito della spesa sociosanitaria.

Per quanto infine riguarda la provocazione odierna di Marco Cappato di distribuire dosi di cannabis terapeutica a malati con prescrizione medica davanti al Pirellone, non posso che esprimergli la mia solidarietà: il centrodestra in Consiglio, da oltre un anno, disattende i termini di legge per la discussione del progetto di iniziativa popolare in materia, mancando di rispetto alle migliaia di cittadini lombardi che l’hanno presentato e che meritano risposte. Di nuovo chiediamo che il pdl sia calendarizzato al più presto, insieme a quello, ugualmente fermo, per il testamento biologico.

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Insieme per i diritti e contro l’omofobia

Milano pride

Domani Milano sarà invasa dai colori arcobaleno del Pride. Si tratta di un appuntamento importante, che è insieme festosa espressione delle diversità e rivendicazione di uguaglianza di fronte alla legge. La battaglia per i diritti e contro l’omofobia coinvolge pezzi sempre più larghi della società, acquistando forza e consenso tra i cittadini.

Risulta così ancor più evidente quanto la politica retrograda del centrodestra in Lombardia sia lontana dalla realtà di chi dovrebbe rappresentare. Negando il patrocinio del Consiglio regionale alla manifestazione, Lega e alleati confermano la visione retriva con cui guidano questa Regione. Un’occasione persa per loro. Perché il cammino per l’estensione delle libertà civili non si arresta.

E allora buon Pride alle decine di migliaia di persone che domani saranno in piazza e a tutti coloro che ogni giorno, a loro modo, sono impegnati su questo fronte.

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La sentenza su Eluana Englaro sconfessa le politiche della destra lombarda

Eluana Englaro

La sentenza del Consiglio di Stato che impone a Regione Lombardia di risarcire la famiglia Englaro sconfessa la politica miope e oscurantista di Formigoni prima, che aveva scelto di chiudere a Eluana tutte le strutture lombarde, e di Maroni poi, che aveva deciso di proseguire con un ricorso in seguito al giudizio del Tar. Si tratta di un pronunciamento importante per i diritti di tutti, contro la deriva ideologica di un’istituzione che ha aggiunto sofferenza a sofferenza. E questo centrodestra lombardo a trazione leghista incassa così l’ennesima sonora bocciatura.

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Da Maroni insostenibile demagogia su emergenza abitativa

Emergenza Casa

Sulla casa Maroni fa della demagogia intollerabile, a fronte dell’incapacità di Regione Lombardia di dare risposte all’emergenza abitativa. Nessun referendum potrebbe consegnare nelle mani del presidente più competenze sulla sicurezza che è materia di legislazione esclusiva dello Stato. E nessuna maggiore autonomia in tema di edilizia residenziale pubblica potrebbe coprire la grave responsabilità dei mancati investimenti di questi anni.

Il sistema disegnato da questo centrodestra per autosostenersi attraverso i canoni e le alienazioni è fallimentare: senza un adeguato stanziamento del bilancio regionale per l’abitare pubblico non si può andare avanti. Ed è davvero paradossale incolpare gli immigrati, che a Milano e provincia rappresentano soltanto l’11% degli assegnatari, come da numeri forniti dallo stesso assessore Sala, in linea con la loro presenza in Lombardia. Mentre è inutile cambiare i criteri per le graduatorie con un regolamento quando il problema a monte è la scarsità di case.

Anziché straparlare di sgomberi, Maroni pensi a investire risorse per ampliare il patrimonio abitativo e offrire un vero servizio di welfare: non servono farlocche consultazioni popolari, basta la volontà politica. Questa sconosciuta.

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Casa Pound fomenta l’odio sociale sulla pelle dei bambini

Contro Casa Pound

CasaPound ha affisso in giro per tutto il territorio lombardo striscioni contro lo ius soli. Va fermamente condannata l’iniziativa dell’estrema destra che fomenta l’odio sociale facendo disinformazione sulla pelle di bambini e ragazzi ai quali il provvedimento per lo ius soli darà finalmente il diritto di essere riconosciuti italiani. Lavoro e cittadinanza non sono in contrapposizione e questa è una legge di civiltà.

Nella Lombardia che immaginiamo e vorremmo, l’istituzione regionale alzerebbe la propria autorevole voce per stigmatizzare l’azione degli estremisti di destra contro la dignità di persone che qui nascono, crescono e studiano. Invece ci tocca fare i conti con il presidente Maroni che cavalca proprio le stesse paure in cerca di consenso e che ha addirittura annunciato ricorso nel momento in cui la legge sarà approvata. Un motivo in più per cambiare presto guida alla Regione, ricostruendola finalmente capace di tutelare i diritti e di guardare al futuro.

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Sicurezza e immigrazione sono di competenza dello Stato, altro che Referendum.

Pontida

Non c’è referendum al mondo che potrebbe portare a Maroni più autonomia su sicurezza e migranti, temi che per la Costituzione sono di competenza esclusiva dello Stato.

Abbiamo capito che il governatore è già in campagna elettorale, ma queste sue sparate sono una intollerabile presa in giro a danno dei cittadini lombardi. Sui quali graveranno i costi di una consultazione inutile e pure le mancate risposte di Lega e alleati ai veri problemi della nostra regione, dalla crisi occupazionale all’emergenza abitativa, dall’inefficienza del sistema ferroviario all’inquinamento ambientale.

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Vaccini, ora Maroni esulta per il ricorso del Veneto?

Vacc

Soltanto ieri la maggioranza ha approvato in Aula una nostra mozione per il coinvolgimento dei pediatri di base nella somministrazione dei vaccini, proprio a fronte del nuovo decreto. Mi chiedo con quale serietà Regione Lombardia possa ora proseguire su questa strada, anche nell’ottica di una corretta informazione, se il presidente Maroni si dichiara oggi soddisfatto per il ricorso del Veneto. C’è da rendersi conto che ne va non solo della salute dei singoli, soprattutto bambini, ma anche dell’intera collettività

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Cremona-Mantova, non ci sono volumi per un’autostrada

Aut

È un mistero. Lo studio commissionato da Regione Lombardia sui flussi di traffico per la travagliata realizzazione dell’autostrada Cremona Mantova, e già presentato al consiglio di amministrazione della società concessionaria dell’opera, secondo l’assessore Sorte non risulta agli atti della direzione generale trasporti. Ci piacerebbe a questo punto capire dove sia finito e il perché di tanta segretezza.

Al di là delle mille variazioni di costo e tracciato che si sono susseguite in tutti questi anni a partire dal 2002, intervengono ora novità rilevanti: da un lato, l’incognita legata al prolungamento della Tirreno-Brennero considerato non prioritario né sostenibile; dall’altro i dubbi sulla stessa Cr-Mn. L’analisi fantasma, secondo le notizie finora emerse, avrebbe infatti dimostrato che non ci sono i volumi di traffico necessari per garantire la copertura economica e finanziaria del progetto. E tenere in considerazione questi risultati sarebbe fondamentale, anche alla luce dei recenti clamorosi errori in materia, uno su tutti la BreBeMI. Stupisce quindi come la Regione confermi oggi di ritenere l’intervento strategico, glissando sull’esistenza di questo importante documento. Che continueremo a cercare.

Certo spicca la totale mancanza di trasparenza e di rispetto per il Consiglio da parte dell’assessore Sorte, che ha deliberatamente scelto di non dare risposta alla nostra interrogazione