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Perché non sono numeri

Essere a lavoro alle 4.04 di una domenica mattina non è cosa facile.
Rimanere vittime di un terremoto, ma anche di strutture  inadeguate che ti crollano addosso, mentre lavori per vivere con tua moglie o la tua compagna, pagare il mutuo, per mandare a scuola i tuoi figli o mantenere i tuoi genitori e i tuoi fratelli dall’altra parte del mondo, è qualcosa di tragico.
Sapere che quei familiari dovranno poi pagare per ricostruire le loro case ,
già pagate con altre tante domeniche notte di lavoro, è qualcosa di inaccettabile e di irridente. Perché non sono numeri, una cifra di bilancio, ma persone con un nome e un cognome.
E forse sarebbe bene che il Presidente Monti quei nomi e quei cognomi li leggesse e ripensasse cosa vuol dire essere una comunità. Perché non c’è alcuna comunità nell’accanirsi sulle vittime. Perché non c’è civiltà nell’irrisione della tragedia..

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