permalink

0

Per i vaccini, ambulatori insufficienti e liste d’attesa troppo lunghe

Vacc

Con le percentuali delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate in costante calo dal 2013, coinvolgere i pediatri di libera scelta nella loro somministrazione crediamo possa favorire la diffusione di questo presidio medico fondamentale per la prevenzione delle malattie infettive, a tutela della salute dei singoli e pubblica. Considerata anche la disponibilità offerta in tal senso dal sindacato di riferimento, a Regione Lombardia chiediamo un impegno concreto e in tempi certi in questa direzione.

Il punto è che proprio la relazione dei genitori con il pediatra può consentire quella corretta e capillare informazione che è elemento di base per un’adesione consapevole al piano vaccinale. Nell’indagine presentata dal Simpef, la quasi totalità delle mamme intervistate ritiene importante vaccinare i propri figli ma vorrebbe che fosse il pediatra di famiglia a farlo. Ed è ora che la Regione, dopo le dichiarazioni di apertura dell’assessore Gallera finora rimaste soltanto tali, si attivi per rendere fattiva questa opzione. Così sarebbe anche possibile evadere in tempi più ragionevoli le numerose richieste per i vaccini antimeningite B e C, che hanno avuto un’impennata in seguito ai recenti casi di malattia e che fanno attualmente registrare liste di attesa fino a un anno.

Alla Giunta per le medesime ragioni, chiediamo altresì il ripristino di alcuni ambulatori vaccinali precedentemente chiusi, utilizzandoli anche come punti di informazione per i cittadini. E, soprattutto, un adeguamento del sistema informativo della sanità affinché i pediatri di famiglia possano accedere al registro delle vaccinazioni verificando in tempo reale la situazione dei propri assistiti”.

Sono settimane che le istituzioni richiamano i cittadini e i genitori al dovere di vaccinare. Per questo non posso nascondere la mia contrarietà nell’aver sperimentato personalmente che i tempi d’attesa, a fronte di una richiesta di rinvio della trivalente per indisposizione, sono di quattro mesi presso il centro vaccinale di via Cherasco. Questo dimostra che le strutture non sono sufficienti e che un coinvolgimento diretto dei pediatri potrebbe rappresentare una soluzione.

 

Chiara Cremonesi – Anita Pirovano

Lascia un Commento