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Pezzano ai vertici della sanità? Una scelta inopportuna

Quando a luglio gli inquirenti definirono “di reciproca disponibilità” le relazioni intrattenute dall’allora direttore dell’Asl di Monza e Brianza con la locale di Desio, chiesi a Formigoni la sua immediata sospensione.

È inaudito che Pietrogino Pezzano sia rimasto al suo posto fino alla scadenza naturale del mandato e che, addirittura, con il rinnovo dei vertici sanitari dello scorso 23 dicembre abbia ricevuto un altro incarico alla guida dell’Asl Milano 1.

Se è vero che le leggi regionali sulle designazioni escludono soltanto chi sia stato condannato con sentenza definitiva, questa nomina – come abbiamo ribadito anche oggi in una conferenza stampa a Vanzago insieme al Presidente dell’associazione Sos Racket Usura, al Sindaco e agli altri consiglieri regionali dell’opposizione – risulta davvero improponibile.

La politica ha il compito e la responsabilità di esprimere giudizi di opportunità e valore, prima e al di là di quanto accertato dal sistema giudiziario, considerando l’adeguatezza al ruolo per titoli, merito e competenza, ma anche la trasparenza e la linearità della condotta pubblica dei candidati.

E affidare un incarico manageriale di primo piano a chi si trovi coinvolto, seppur attualmente non indagato, in una maxi inchiesta sulla criminalità organizzata crediamo non risponda affatto a tale criterio.

Per questo chiedo nuovamente a Formigoni di revocare la nomina di Pezzano. Quanto al ruolo del Consiglio, è indispensabile affrontare in modo prioritario le proposte di legge che rivedono le modalità, le procedure e i limiti per le nomine di competenza regionale