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Più difficile la tutela della salute pubblica: un caso?

La tranquillità esibita dall’assessore Raimondi di fronte alle preoccupazioni che abbiamo sollevato in Aula sulla revoca della qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria agli operatori dell’Arpa non ci ha convinti.

Considerando il delicato compito dell’ente in attività di vigilanza sulle norme ambientali, riteniamo che la decisione produca un indebolimento della possibilità di accertare tempestivamente comportamenti illegittimi che spesso rischiano di compromettere la salute pubblica.

Basti pensare alle ultime inquietanti vicende che hanno riguardato Milano con Santa Giulia e Calchi Taeggi, o all’annosa questione di Rodano-Pioltello, con le relazioni tra grandi operatori del settore delle bonifiche, il potere politico-amministrativo, il rispetto di leggi e procedure e il sistema dei controlli.

E’ innegabile che un allungamento della catena gerarchica nella responsabilità di segnalare alla magistratura reati ambientali accertati – la qual cosa richiederebbe i tempi più rapidi possibili – faccia nettamente peggiorare la qualità e l’efficacia del servizio, anche tenendo conto delle dimensioni dell’organico dell’Arpa in proporzione alla vastità del territorio regionale e alla gravità delle situazioni di inquinamento.

Dopo le insoddisfacenti valutazioni odierne dell’assessore Raimondi, intendiamo a maggior ragione andare a fondo rispetto alla questione e torniamo a sollecitare risposta scritta a una nostra interrogazione sul tema, presentata da tempo, ma finora rimasta inevasa

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