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Regione Lombardia patrocina iniziative fasciste?

Lo scorso 28 maggio si è svolta a Milano, presso l’Hotel Lombardia, un’iniziativa promossa da Casa Pound Italia. Se la cosa in sé può intristire ma non stupire, lascia del tutto esterrefatti constatare il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Regione Lombardia, sui materiali pubblicitari dell’iniziativa.
Considerato il carattere apertamente nostalgico e rievocativo del fascismo che contraddistingue Casa Pound, a partire da un esplicito richiamo alla sua simbologia e da un’attività costellata anche da episodi violenti, si tratta di un fatto grave.

Non credo sia possibile dire che Regione Lombardia ne fosse all’oscuro, vista anche la recente notizia dell’apertura di una nuova sede a Quarto Oggiaro, oggetto di attenzione da parte dell’estrema destra milanese. E mi chiedo allora perché siano stati concessi logo e patrocinio all’iniziativa di un’associazione cui, per esempio, il Comune di Bolzano ha persino negato l’iscrizione all’albo ‘per i contenuti fascisti di cui è portatrice’.

Da Formigoni e dall’assessore Buscemi attendo ora risposte esaustive all’interrogazione che ho presentato sulla vicenda. Non è tollerabile che Regione Lombardia presti la propria immagine istituzionale a soggetti che si inscrivono al di fuori dei valori riconosciuti dalla nostra Costituzione e mi auguro almeno – sollecitando pure su tale aspetto concrete precisazioni – che non siano stati assegnati a Casa Pound anche soldi pubblici.

leggi articolo di la Repubblica

3 Comments

  1. sarebbe bello se questi signori di casa Pound avessero il coraggio di dire quello che pensano invece di mascherarsi dietro iniziative in apparenza encomiabili. Credo che la differenza di fondo stia nel fatto che la sinistra (o comunque chi, come me, può definirsi progressista) abbia avuto il coraggio di dare un taglio a cose vecchie e . Invece ho il sospetto che questi personaggi, scavando oltre il loro atteggiamento politicamente corretto, siano ancora perfettamente convinti della validità di abomini passati: solo hanno imparato che è meglio non dirlo apertamente. E se lo fanno lo mascherano con eufemismi fumosi e letterari, quando, alla fine, si capisce benissimo di cosa parlino.
    per cui ben venga la tua interrogazione!

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