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Richiami vivi: l’interesse dei cittadini prevalga su quello dei cacciatori

L’interesse collettivo ha battuto la lobby dei cacciatori, almeno per il momento.
In Aula è prevalso il buonsenso e, a fronte della sua evidente illegittimità, il progetto di legge sui richiami vivi è stato rinviato in Commissione per essere rivisto e tornare in discussione a settembre.

Sulla decisione ha pesato, oltre al parere dell’Ispra che come sempre è stato negativo e che dovrebbe essere vincolante, la recente sentenza della Corte che ha ritenuto anticostituzionale la cattura, approvata l’anno scorso, di decine di migliaia di uccellini da utilizzare come esche. Lo stesso ufficio legale della Regione ha rilevato come la legge, essendo identica a quella del 2009, avrebbe incontrato uguale pronunciamento.

I tempi dei cacciatori francamente non mi interessano.
Mi interessa che, almeno, siano individuati sistemi alternativi alla pratica dei prelievi in natura e che, soprattutto, tali crudeli pratiche di pochi non gravino sui cittadini. Perché invece le sanzioni finora comminate dalla Corte di giustizia europea ricadono sull’intera collettività.

Ogni anno la maggioranza in Consiglio regionale approva leggi sulla caccia che non si adeguano alle normative europee e nazionali, incappando così in ricorsi che vengono puntualmente vinti.

Credo che tutto ciò non sia accettabile e, alla ripresa dei lavori, sarò impegnata a contrastare qualsiasi tentativo che, su questo tema, vada nella direzione di deroghe alle leggi vigenti

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