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Ricomincia da nove

È diventato imbarazzante, oltre ogni limite, il numero di nuovi filoni di inchiesta che gettano ombre sempre più pesanti sulla maggioranza di Roberto Formigoni.

A non più di una settimana dalle perquisizioni della Guardia di finanza negli uffici di Davide Boni, oggi sono arrivati i Carabinieri in quelli del consigliere Pdl Giammario.

Le responsabilità politiche, al di là di quelle giudiziarie che sarà compito della magistratura accertare, sono precise e ormai insindacabili.
Nel centrodestra regionale, senza contare la condanna di Prosperini, risultano indagati in nove: due assessori in carica, tre ex-assessori ora consiglieri, altri tre consiglieri e, da oggi, anche Angelo Giammario.

Il quale è stato sottosegretario in Giunta ed è ora non solo vicepresidente della Commissione Ambiente, ma ancora delegato di Formigoni ai rapporti con l’Area metropolitana.

Al momento il celeste pare aver scelto il silenzio, trincerandosi dietro una presunta non ufficialità delle notizie. Se stesse meditando di raccontarci ancora una volta il suo dispiacere e la storiella delle colpe individuali, sappia fin d’ora che in ogni caso il suo atteggiamento appare a questo punto patetico.

Formigoni e la sua maggioranza non hanno più alcuna legittimità.
Se ne vadano, restituendo dignità all’istituzione regionale e rimettendosi al giudizio degli elettori.
La Lombardia ha diritto di voltare pagina.

1 Comment

  1. Mi scalderei maggiormente per mandare a casa Formigoni se fossi certo che al posto suo vi fossero alte probabilità di insediare un gruppo politico all’altezza delle sfide di questa crisi. Non è però il caso del PD regionale.

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