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RU486: la destra conferma ricovero obbligatorio, purtroppo.

Con una mozione che chiedeva la revisione delle linee guida regionali sull’utilizzo della pillola abortiva, abbiamo tentato di restituire alle donne lombarde la piena autonomia di scelta rispetto alle modalità di interruzione volontaria della gravidanza.

Ad oggi, in Lombardia, per la somministrazione della Ru486 è obbligatorio un ricovero ospedaliero di tre giorni, cosa che invece non avviene in altri regioni e negli altri Paesi d’Europa. Pensiamo che tale procedura costituisca per le donne – e non a caso – un elemento di eccessivo disagio, non suffragato da necessità mediche, e per il sistema sanitario regionale un aggravio di costi che risponde a questioni meramente ideologiche. Tanto che molti interventi ben più invasivi, compresa l’ivg chirurgica, vengono effettuati in regime di day hospital.

Le modalità di assunzione della pillola abortiva e l’eventuale necessità di un ricovero devono essere in capo esclusivamente al rapporto medico-paziente, non certo essere determinate da linee guida ispirate a una logica punitiva.

Ma come da facile previsione, in Aula è prevalso ancora una volta l’oscurantismo reazionario di questo centrodestra sui temi della libertà e dell’autodeterminazione delle donne”

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