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RU486: Un telefono per denunciare arbitrii e abusi ai danni delle donne

Si chiama “Salute e Libertà” ed è il numero telefonico che da domani Sel mette a disposizione delle donne qualora incontrassero ostacoli nell’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza e, in particolar modo, alla pillola abortiva RU486.

L’iniziativa nazionale è stata presentata questa mattina presso la sede del Consiglio Regionale della Lombardia non a caso: la Lombardia è infatti la Regione che più di tutte, da anni, si distingue per i ripetuti attacchi alla 194, con un tasso di obiezione di coscienza molto alto (67%) e in continua crescita, che di fatto compromette quotidianamente l’applicazione della legge.

Le linee guida adottate dalla giunta Formigoni recepiscono le indicazioni ministeriali nell’opzione maggiormente penalizzante per le donne, ossia vincolando l’uso della RU486 al ricovero di tre giorni. Il carattere del tutto ideologico di questa scelta è rivelato anche dal fatto che in Lombardia il day-hospital viene utilizzato per interventi ben più invasivi, con anestesia generale, compresa l’ivg chirurgica. Si capisce quindi come il tutto sia finalizzato a scoraggiare la scelta dell’aborto farmacologico, riportando le donne al metodo tradizionale sul quale pesano tutte le difficoltà legate all’altissimo tasso dell’obiezione di coscienza.

Sulla questione abbiamo presentato una mozione che chiede, da un lato, la revisione di queste linee guida affidando al rapporto tra la donna e il medico la decisione sull’opportunità o meno di un eventuale ricovero e, dall’altro, il report trimestrale in Commissione sanità sui numeri relativi all’utilizzo della Ru486.

La linea telefonica sarà attiva negli orari d’ufficio e a rispondere ci saranno volontarie di Sel che raccoglieranno le varie segnalazioni e le inoltreranno ai consiglieri eletti nelle varie Regioni.

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