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Serve un’altra Europa, più democratica e solidale

Europa e solidarietà

Serve più Europa, servono più istituzioni elette democraticamente e nuove politiche sociali. E serve cambiare rotta subito in questo senso, per uscire dalla tenaglia che tra populismi e oligarchia economica rischia di archiviare il senso più alto dell’Unione. La Lombardia può dare un contributo importante, ma deve al contempo ripensare il suo ruolo nell’Ue dopo anni di caduta libera. Certo non si capisce come, se nella maggioranza che la governa convivono a forza uno spirito europeista e gli inquietanti cappi antieuro sventolati dalla Lega”.

Sul merito del documento di programma della Commissione Ue, approvato in Consiglio Regionale durante la sessione europea, esprimiamo un giudizio complessivamente positivo con alcune lacune che siamo però riusciti a colmare. Prima su tutte, quella relativa ai temi dell’ambiente e dell’energia, prevedendo invece un nuovo paradigma capace di considerare tra i parametri fondamentali non solo quelli economici e occupazionali, ma anche la tutela ambientale, con investimenti veri su politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici. Positivo inoltre che sia stato accolto anche un nostro emendamento di pesante critica al cuore del TTIP, che tanto preoccupa agricoltori e consumatori italiani e europei.

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