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Si riducono i presidi veterinari

Holstein cows

Oggi, con la nostra astensione, il Consiglio ha approvato il Piano regionale di prevenzione 2014-2018 in ritardo di ben tre anni e mezzo, un documento pieno di grandi ambizioni, che durerà però pochissimo. Come spesso accade, si spendono infinite parole sul tema. Poi i fatti dicono altro. Per esempio, soltanto ieri la Giunta, senza tenere conto del parere della commissione consiliare dove si era svolta un’approfondita discussione, ha approvato il Piano di organizzazione aziendale strategica dell’Ats di Brescia prevedendo una riduzione dei servizi territoriali veterinari, che rappresentano un presidio importante a tutela della salute dei cittadini e degli allevamenti.

Tutto ciò avviene nel distretto con la più alta concentrazione lombarda di zootecnica, 8200 allevamenti e più di 12 milioni di capi. E avviene casualmente proprio laddove qualche anno fa i controlli portarono alla luce lo scandalo Italcarni. In quel macello di Ghedi, ribattezzato ‘degli orrori’, avevano trovato carne infetta con carica batterica cinquanta volte superiore ai valori di legge oltre che riscontrato e filmato gravissimi maltrattamenti sugli animali. Un processo che si era chiuso con due condanne e quattro patteggiamenti.

Ora il macello ha riaperto i battenti con altro nome. E nella stessa zona la Regione ha pensato bene di ridurre di molto i distretti veterinari territoriali. In nome, evidentemente, di una prevenzione fatta soltanto di proclami e buoni propositi.

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