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Si scrive acqua ma si legge democrazia

Il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua pubblica diffonde un appello per la modifica della legge regionale sui servizi idrici.

Lo fa (giustamente) a nome degli oltre 3 milioni e 700 mila cittadini lombardi ( ossia oltre il 50% degli aventi diritto) che lo scorso 12 e 13 giugno hanno scelto di mantenere pubblico il servizio idrico.

La norma regionale – approvata in tutta fretta lo scorso dicembre, col solo scopo di anticipare la discussione e il risultato referendario – tuttora va contro quella scelta. Ma non è tutto, essa continua a porre il 31 dicembre come termine ultimo per lo scioglimento degli ATO.

Già lo scorso giugno è stata nostra premura porre il problema di una nuova legge che tenesse conto della volontà popolare: non possiamo quindi che aderire all’appello del comitato e ci faremo promotori della sua realizzazione in Consiglio.

Infine ci è una domanda alla Lega, che ha svenduto l’acqua pubblica per qualche poltrona in più nella sanità lombarda: è questa la vostra concezione di federalismo? Far passare a livello locale quello che viene bocciato democraticamente a livello nazionale?

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