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Il silenzio e gli innocenti

Oggi in Aula Pdl e Lega hanno compiuto una forzatura che costituisce uno sfregio senza precedenti al confronto democratico e all’agibilità della terza assemblea legislativa del Paese.

La mozione delle opposizioni – analoga a quella discussa e bocciata a maggioranza la scorsa estate sulle dimissioni dell’allora segretario Ponzoni – chiedeva semplicemente al Consiglio di votare un invito nei confronti del presidente Boni a dimettersi dal suo incarico, a liberare un ruolo che dovrebbe essere di garanzia e che nelle condizioni date non lo è più.

Dichiarando la non ammissibilità del documento e addirittura impedendo all’Aula di esprimersi pure su questo passaggio, Pdl e Lega hanno mostrato tutta la loro debolezza.

Avrebbero potuto mettere ai voti la mozione e bocciarla senza alcun problema, considerata anche la presenza al completo – forse mai vista così – di assessori e consiglieri.

Se non l’hanno fatto, arrampicandosi invece sui vetri di dettami regolamentari inesistenti, significa evidentemente che o non se la sono sentita di mettere la faccia nella difesa di Boni o hanno temuto il voto segreto.

In entrambi i casi, nel tentativo fallito di nascondere il proprio affanno, si sono resi protagonisti di un gesto arrogante e ingiustificabile.

Il Consiglio regionale della Lombardia è rimasto così in ostaggio di un capo di partito che impone la permanenza di Boni al suo posto.

Noi, in segno di protesta, abbiamo abbandonato l’Aula. E continuiamo a chiedere che Formigoni lasci, restituendo la parola agli elettori.

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