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Solidarietà a Berizzi

paolo berizzi

La notizia di  Paolo Berizzi, giornalista, minacciato di morte da un gruppo neonazi per il suo lavoro di inchiesta sulle forze di estrema destra  e posto per questo sotto tutela lascia davvero senza parole. A Paolo esprimo naturalmente tutta la nostra solidarietà, riconoscendogli il merito di aver alzato il velo in questi anni su un fenomeno tanto pericoloso quanto ancora ampiamente sottovalutato.

Ma la solidarietà non basta. La presenza in Lombardia di organizzazioni che si richiamano esplicitamente all’ideologia fascista e nazista, con esplicito corredo di simboli, rituali e iniziative pubbliche, è sempre più radicata e visibile. E le istituzioni non possono restare indifferenti.

Tutte le volte in cui abbiamo provato a sollevare in Consiglio questi temi imponendo all’Aula un dibattito siamo stati tacciati, quando è andata bene, di anacronismo e di esagerazione. Nemmeno un mese fa un voto del centrodestra ha addirittura di fatto avallato ex post la parata fascista che lo scorso 5 novembre aveva paralizzato il centro cittadino di Pavia. Ecco, io penso invece che la Regione sia chiamata a fare la propria parte, riconoscendo che la questione rappresenta ormai un’emergenza e attivandosi in ogni modo che le compete per contrastarla.

Stiamo parlando di associazioni note, che operano alla luce del sole e che peraltro non si capisce perché non vengano sciolte per apologia di fascismo. Il tempo della tolleranza deve finire. Occorre un impegno vero delle istituzioni per fermare una tendenza che non solo infanga la memoria di quanti, a milioni, hanno perso la vita sotto i regimi di Hitler e Mussolini, ma mette palesemente in discussione il nostro assetto democratico e valori che si presumono condivisi.

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