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Son voting machines, non tablet

Voting
“È un investimento, non una spesa perché i tablet rimarranno in dotazione alle scuole come strumento didattico”

Che 23 milioni di euro non siano una spesa può essere fonte di dibattito, che gli oggetti in questione sono voting machines e non tablet è invece una certezza. Fatto, questo, che rende chiaro quello che diciamo da mesi: il raffazzonato voto elettronico voluto dalla destra lombarda è stato solo un’inutile spesa. 

Certo, perché le voting machines non possono essere usate a fini didattici. Pesano troppo, non sono pensate per l’uso continuo da parte di studenti, il touch screen è pessimo e poco sensibile (tanto che i più piccoli nemmeno riescono a usarlo) e monta un sistema operativo che rallenta tutto e rende inutilizzabile la maggior parte dei programmi educativi.

Questa è la ricetta della destra. Panzane elettorali, spese inutili e una totale improvvisazione. I professori sono ora alla ricerca di soluzioni creative per usare questi strumenti, noi tutti abbiamo invece una possibilità chiara. Il 4 marzo, liberiamo la nostra Lombardia.

 

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