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Su medicine complementari, si discuta una vera regolamentazione

Non posso non esprimere apprezzamento in merito alle dichiarazioni odierne dell’assessore Bresciani che ha palesato un interesse di Regione Lombardia per le terapie complementari, ventilando la possibilità di erogarle con il servizio sanitario.

A questo proposito, vorrei ricordargli che Sinistra Ecologia Libertà ha presentato in Consiglio un progetto di legge sulla materia, proprio per sopperire alla mancanza di una regolamentazione nazionale.

In Italia, almeno 14 milioni di cittadini utilizzano l’omeopatia, l’agopuntura, la fitoterapia, con un grado di soddisfazione molto elevato. Ma il percorso che mira a un loro riconoscimento normativo non è ancora approdato a risultati concreti.

È quindi importante che la Regione si attivi in tal senso, disciplinando le modalità di esercizio della medicina complementare, in modo da garantire ai pazienti la libertà di scelta nella cura e, contemporaneamente, la massima sicurezza, attraverso l’istituzione di elenchi professionali e di una commissione per la formazione degli operatori presso la Direzione generale sanità.

Queste sono le proposte di Sel, già agli atti. È auspicabile che ora l’attenzione al tema dichiarata dall’assessore si traduca concretamente nell’avvio di un percorso di confronto e discussione, a partire anche dal nostro progetto di legge

1 Comment

  1. Mi spiace che anche qui si faccia di ogni “medicina” un fascio, l’omeopatia non ha alcuna prova scientifica di efficacia, mentre la fitoterapia sì, non è un caso che la maggior parte dei farmaci, come dei veleni, sia, almeno di derivazione, vegetale (Il problema semmai è la difficoltà di sapere la concentrazione di principi attivi in vegetali coltivati e conservati in condizioni diverse),
    L’omeopatia al contrario non ha dimostrato in alcuna sperimentazione, controllata a doppio cieco, una validità superiore al placebo.
    Se dobbiamo utilizzare, come termine di giudizio per definire l’efficacia di un trattamento, la sua utilizzazione da parte di un numero più o meno congruo di persone, allora dovremmo decidere che anche i colloqui con cartomanti e simili siano efficaci, vogliamo che la Sanità Pubblica si faccia carico anche dei consulti con maghi e astrologi?
    Posizioni politiche di questo tenore sanno molto di vecchia politica, non importa valutare il provvedimento (e le sue conseguenze) in sé, l’importante è dare un contentino a tutti i possibili elettori.

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