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Sulla violenza ostetrica

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Oggi vorrei portare all’attenzione della campagna elettorale un tema di cui si parla pochissimo ma che invece riguarda tante donne in un momento lieto quanto delicato: la violenza ostetrica.

Lo faccio perchè negli scorsi mesi grazie alla campagna social #bastatacere e ai dati presentati dal neonato osservatorio nazionale emerge che 1 donna su 3 non si sente adeguatamente assistita durante il parto e ancor più sono coloro che ritengono di aver subito pratiche lesive a livello fisico e psicologico. E’ un problema vero e serio che forse ha una matrice culturale nel “partorirai con dolore” di biblica memoria e che non dobbiamo sottovalutare e derubricare.

L’Oms, massima autorità sanitaria mondiale, ha recentemente stabilito il diritto all’epidurale per le partorienti pubblicando un documento considerato rivoluzionario da chi si batte da anni per l’analgesia durante il travaglio. In Italia l’impatto dovrá essere deciso perché da noi questa pratica è assai meno diffusa rispetto agli altri Paesi europei e nord americani.

La qualità della sanità lombarda passa anche per dare ascolto a queste madri e a questi genitori attraverso la creazione di un osservatorio lombardo che monitori le denunce e modifichi i protocolli nei nostri ospedali, per rendere davvero accessibile a tutte l’anestesia epidurale, per prevedere un assistenza ostetrica post partum anche a domicilio: perchè quando nasce un bambino, nasce anche una madre che non può e non deve sentirsi sola.

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