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Sull’acqua centrodestra arrogante

L’arroganza di questo centrodestra non ha limiti. Nonostante l’odierna approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto milleproroghe, che contiene un rinvio dello scioglimento degli Ato, nonostante il parere contrario di tantissimi cittadini lombardi, nonostante il nostro ostruzionismo, alla fine Pdl e Lega hanno forzato la mano votando comunque la nuova legge sull’acqua. L’hanno dovuto fare da soli perché in segno di protesta, insieme a tutte le forze di opposizione, abbiamo abbandonato l’Aula.

Si tratta di una legge pessima, che sottrae il servizio idrico ai Comuni e avvia la sua privatizzazione, regalando un bene collettivo al mercato delle multinazionali.

Non c’era più alcuna ragione, nè sul piano politico nè su quello del vuoto normativo e delle scadenze burocratiche, di legiferare in tutta fretta su questa delicata materia. Tanto più che nei prossimi mesi la Consulta si pronuncerà sul ricorso della Regione Veneto contro l’abolizione degli Ato. E che andranno indetti i referendum per l’acqua pubblica, che hanno raccolto oltre un milione di firme. Con la concreta possibilità, quindi, che Regione Lombardia sarà presto costretta a rivedere il tutto.

Contro questa legge si sono spesi ancora una volta i Sindaci e i Comitati, protagonisti in questi anni in Lombardia di una lunga mobilitazione contro la privatizzazione del servizio idrico, che finora aveva garantito risultati importanti. E ancora una volta li abbiamo sostenuti durante tutto l’iter del pdl, nel tentativo di fermare la svendita di un diritto fondamentale.

Alla fine è prevalsa la logica del business, imposta con la forza dei numeri. Ma non intendiamo certo arrenderci. La battaglia in difesa dell’acqua e del suo valore pubblico è una battaglia di civiltà

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