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Sull’autonomia, il Consiglio monitori la trattativa

vig

Con i nostri emendamenti abbiamo superato alcune criticità, eliminando innanzitutto le parti più ideologiche sull’istruzione, impedendo il rischio di una deregulation sulla caccia e migliorando la parte dell’ambiente sui rifiuti e sull’economia circolare. Certo ne permangono altre legate anche ai tempi ristretti in cui l’operazione è stata concepita, in ritardo, dopo un referendum dispendioso che non ha portato alcun valore aggiunto, ma non avendo idee preconcette contro il regionalismo differenziato previsto dalla Costituzione siamo disponibili a verificare un percorso che oggi è solo all’inizio e che difficilmente si chiuderà a breve. Nei prossimi mesi saremo molto attivi nel sollecitare il Consiglio per un costante monitoraggio della trattativa, come la stessa risoluzione prevede: è la garanzia più importante affinché questo lavoro possa mantenere un alto profilo e non essere piegato alla campagna elettorale ormai imminente.

Finora è senz’altro mancato un adeguato coinvolgimento di enti locali e parti sociali e occorrerà porvi rimedio da qui in avanti. Restano poi due necessità che ritengo non sufficientemente considerate: da un lato, una valutazione d’insieme rispetto alle richieste che trasformi un lavoro compilatorio in una riflessione vera sul rischio di dar vita a doppioni anziché di produrre risparmi, dall’altro lo sforzo di comprendere che in alcuni ambiti la soluzione non può essere l’autonomia ma un punto di vista addirittura più allargato, e penso per esempio all’energia o alle infrastrutture che rappresentano oggi una sfida di dimensioni europee.

 

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