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Ticket pazzi: le colpe di Formigoni

Sarà che probabilmente è difficile per Formigoni dimenticare le proprie origini; sarà che già da piccolo avrà sentito che “governare gli italiani non è difficile, ma inutile” ma sui ticket pazzi a 18 mila milanesi, Formigoni si è dimenticato di governare.

Eppure dopo 17 anni avrebbe dovuto almeno capire che è vero il contrario: che per gestire la sanità non serve andare ad Anguilla a spese di faccendieri, che per governare davvero la Lombardia non serve – per usare le sue parole – fare il “buffoncello” con la rockstar del momento, né passare il tempo a fare shopping per scegliere giacche e camicie raccapriccianti.

In 17 anni avrebbe dovuto capire che alcune volte è sufficiente un po’ di buon senso.
Buon senso che già lo scorso ottobre ci faceva allertare la giunta regionale del problema e di cui quello che succede oggi è solo un’evitabilissima conseguenza.

Per completezza vi riportiamo la risposta alle nostre richieste da parte dell’Assessore Bresciani.
È datata 18 ottobre 2011

“[...] Oggi il sistema sta praticamente risolvendo ogni problema, per cui si ritiene che la proroga del regime transitorio conclusosi il 15 settembre sarebbe dannosa, in quanto produttiva di confusione ai cittadini, e non avendo, fra l’altro, questo prolungamento dal 20 luglio al 15 settembre, creato delle soluzioni definitive del problema.” (qui il testo completo)

Senza parole.

1 Comment

  1. Visto che quest’uomo continua a restare legato alla sua poltrona e al suo stipendio, pagato da noi, mi auguro che sarà punito almeno quando si presenterà dinanzi al signore, al quale sono convinta non crede proprio.

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