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Tra sanità, ricerca e privacy

Sanità

L’ipotesi di un accordo siglato in fretta e furia prima del voto, bypassando i pareri delle Autorità su privacy e antitrust, è inaccettabile. Come abbiamo già a suo tempo denunciato, occorre da parte della Regione la massima chiarezza su una questione tanto delicata che, in cambio della realizzazione a Milano del Watson Health Center Ibm, prevede la cessione al colosso informatico dei dati personali relativi alla salute dei cittadini lombardi.

Stiamo parlando di una mole impressionante di informazioni sensibili, che sono relative alle prestazioni sanitarie e farmaceutiche dei singoli e che pongono due ordini di questioni: da un lato, l’invalicabile tutela della privacy e, dall’altro, il valore economico inestimabile di questi dati ceduti a tutto vantaggio di una società privata, temi sui quali si stanno appunto aspettando i pareri dei Garanti.

Ibm ha creato Watson Health nel 2015 per la raccolta e l’elaborazione di dati sanitari globali con l’obiettivo di migliorare ‘la salute di tutti’ e ‘la capacità d’innovazione di medici, ricercatori e assicuratori’. È evidente che le nuove tecnologie possano portare vantaggi per la sanità. Ma questa nuova sfida impone che il legislatore sappia gestirla a esclusivo beneficio dei cittadini e nella garanzia del diritto alla privacy.

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