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Trenord e il segreto di pulcinella

PendolariRep

700 mila pendolari lombardi viaggiano ogni giorno in condizioni di intollerabile disagio. E il report svelato oggi da Business Insider (che trovate nei commenti) ne certifica l’enormità, con il realismo incontrovertibile dei numeri. È impressionante leggere che nel solo mese di gennaio duemila treni sono stati soppressi totalmente e tremila parzialmente e che il 92% dei convogli è arrivato a destinazione in ritardo, con relativi mancati introiti per oltre due milioni di euro, quaranta milioni per l’intero 2017. Ma soprattutto preoccupano i dati relativi alla sicurezza, con migliaia di treni che, nello stesso mese dell’incidente di Pioltello, hanno viaggiato con guasti da medi a gravi, il 31% con le ruote ovalizzate

Quello che emerge è uno scenario di inefficienza e malagestione che rende ancor più imbarazzante la scelta assunta nel 2015 da Lega e alleati in Regione di prolungare il contratto di servizio con Trenord senza alcuna gara. Con l’aggravante di una mancanza che non trova giustificazioni: è impensabile che non vi sia un ente terzo di garanzia a controllare il livello delle prestazioni offerte dalla società. Si tratta di una grave lacuna che, in una revisione generale del settore a partire da investimenti veri e certi, crediamo sia assolutamente da colmare. Ne va della tutela della spesa pubblica, della qualità del servizio e, quel che più di tutto conta, della sicurezza per passeggeri e lavoratori.

Proprio su questo tema con Lombardia Progressista – Sinistra per Gori siamo presenti in questa campagna elettorale in molte stazioni della Lombardia per incontrare i pendolari e raccontare loro l’idea di mobilità che abbiamo in mente per la nostra regione: treni nuovi, reti efficienti, certezza degli orari, tariffe integrate e una politica che sposti la propria azione dalle costose e inutili opere autostradali al trasporto pubblico. Perché il diritto di muoversi con dignità e nel rispetto dell’ambiente diventi una realtà per i cittadini lombardi.

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