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Troppe incertezze sulla sicurezza del voto elettronico

Che chi fornisce il software confermi la sicurezza dello stesso, come sostiene oggi il presidente Maroni, non mi sembra affatto una garanzia adeguata. Le criticità emerse in questi giorni rispetto all’affidabilità e alla trasparenza del voto elettronico e sollevate da esperti del settore continuano a non lasciare tranquilli.

Prima l’allarme lanciato dall’Hermes Center sui troppi segreti del sistema, poi la denuncia dell’hacker Matteo Flora, secondo il quale nella giornata di martedì e chissà da quando programmi e materiali rilevanti sono stati accessibili in rete, fanno il paio con una relazione sulla certificazione del software che è stata messa a disposizione del Consiglio soltanto questa settimana, a pochissimi giorni dal referendum, e che comunque omette tutti i dati tecnici necessari per avere un quadro esaustivo sulla reale sicurezza. Senza contare che, di fronte a una situazione così incerta, un minimo riscontro con stampa del voto sarà possibile soltanto su un campione di sezioni molto piccolo

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