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Tutti hanno diritto alla salute

Che l’obiettivo finale del modello Formigoni nel settore socio-sanitario fosse l’introduzione del sistema assicurativo lo denunciamo da anni. Ma mai finora la Giunta ne aveva parlato così apertamente.

Lo ha fatto oggi attraverso il megafono del Presidente, quell’assessore Boscagli a lui idealmente così vicino e collocato per l’appunto in posizione strategica.

Il quale in tutta tranquillità, al convegno sulle Rsa organizzato dall’Università Carlo Cattaneo di Castellanza, ha formulato una proposta di revisione del welfare che implica lo smantellamento totale di quanto ancora resta del servizio pubblico: si curerà e si farà assistere chi se lo potrà permettere.

Nell’ipotesi di Formigoni e Boscagli, che esplicitano la costituzione di fondi mutualistici, la Regione abdica al suo ruolo, spingendo al massimo la politica dei voucher con un aggravio di costi e un calo di qualità a carico dei cittadini. Naturalmente, ancora una volta e sempre di più, a vantaggio dei privati.

Come prendere due piccioni con una fava, oltretutto. Perché in questo modo l’intento, lungamente e già proficuamente perseguito, di favorire i soggetti del business socio-sanitario segnerebbe un ulteriore traguardo. E, in più, si riuscirebbe a coprire il vuoto di risorse di un bilancio 2012 che pone fortemente a rischio il finanziamento dei servizi sociali sui territori.

Per quanto ci riguarda, su questo tema ci metteremo di traverso, in Commissione e in Aula. Perché le parole dell’assessore Boscagli, dietro il paravento dell’innovazione, nascondono un disegno di welfare che di fatto compromette il diritto universale alla salute.

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