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Un altro sopruso alle donne

Il Consiglio superiore di sanità (CSS)  ha espresso il suo parere sull’utilizzo della pillola abortiva RU486. A darne notizia è stato un raggiante Ministro della Salute: il CSS ha infatti stabilito che verrà utilizzata solo con ricovero ordinario (in media circa tre giorni, dall’assunzione della pillola all’espulsione dell’embrione).

Si tratta dell’ennesima punizione per le donne: dopo aver atteso tanti anni per avere anche in Italia l’aborto farmacologico, si dovranno sottoporre ad un lungo ricovero. Insomma, non solo partorirai con dolore (e infatti avere l’epidurale in Italia è un terno al lotto) e se proprio vuoi peccare ed abortire lo farai con dolore (l’intervento chirurgico) o con un lungo ricovero (magari nel letto accanto a una felice puerpera col bimbo in braccio).

Somma è la soddisfazione di Monsignor Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita. Somma è anche l’ipocrisia perché le donne rimangono padrone del proprio corpo e potranno firmare le proprie dimissioni.

La CGIL medici sostiene che la decisione non colpisce solo le donne, ma lede anche la professionalità dei medici.

Che faranno ora le regioni? A Trento e in Puglia è previsto solo il day hospital. Mentre Lombardia e Veneto prevedono il ricovero di tre giorni. Anche per questo il talebano Formigoni va cacciato. Anche per questo mi batterò in consiglio regionale.

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