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Un permesso di soggiorno ad honorem per Jovica

Ha suonato per anni al binario 21 nel giorno della memoria della Shoah, ha collaborato con i grandi artisti come Piero Pelù, Moni Ovadia e Dario FoJovica Jovic è un maestro di fisarmonica di fama internazionale che da due anni è costretto a nascondersi, perché ha il visto scaduto.

Nato a Belgrado nel ’52, vive in Italia da quasi quarant’anni ed è sempre stato in regola. Il musicista serbo di etnia rom è un elegante e sorridente signore che ha imparato a suonare la fisarmonica ascoltando suo nonno, che suonava il violino.

Jovica ha comprato la prima fisarmonica nel ‘71, quando è venuto in Italia, è quella cromatica con i bottoni al posto della tastiera, difficilissima da suonare.  Da allora il maestro suona sempre con grande allegria. La “Terra del fuoco” lo ospita nella sua sede dove Jovica tiene un corso di perfezionamento ai trenta allievi.  La sua orchestra “Muzikanti” è la realizzazione di un autentico incontro di culture, che si esprime in un linguaggio musicale fantasioso e libero.

Oggi, la sua musica   suscita una grande allegria e allo stesso tempo un po’ di nostalgia per quando suonava con degli artisti molto affermati e senza il timore per la sua libertà. Da due anni, purtroppo, lui è costretto ad avere una doppia vita, quella di musicista e quella di clandestino. Oggi, il solo essere clandestino per la legge Italiana significa commettere un reato.

Da quando lo hanno fermato all’aeroporto di Roma, nel 2007 perché aveva il visto scaduto,  Jovica  si sente come se fosse condannato all’ergastolo. Lui avrebbe voluto solamente andare al funerale di suo padre in Serbia, ma non ce l’ha fatta perché lo hanno rinchiuso in un Cpt da cui è uscito solo per le sue precarie condizioni di salute.

Inoltre, una settimana fa il Comune di Rho ha cominciato a sgomberare le case nel campo rom di via Sesia, dove lui vive con la sua famiglia. La sua è ancora in piedi ma i suoi parenti temono lo sgombero da un giorno all’altro.

Nonostante tutto questo, Jovica non smette mai di suonare. Almeno la sua fisarmonica, alla quale ha dedicato tutta la vita e con la quale ha dato un grande contributo artistico all’Italia, merita un onore.

l’indirizzo della petizione online www.petizionionline.it

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