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Welfare: tagli inaccettabili

La riduzione dell’80% ai danni del fondo nazionale per le politiche sociali significa tagliare di netto i diritti e l’autonomia di cittadini già svantaggiati, con pesantissime conseguenze sulla loro vita determinate dalla chiusura di servizi e dal drammatico rischio disoccupazione. Ciò è intollerabile. Per questo abbiamo sostenuto la protesta delle associazioni che oggi hanno manifestato in tutta Italia e abbiamo partecipato, a Milano, al presidio che si è tenuto questa mattina in piazza San Babila. 

Il Terzo Settore, che svolge una funzione sociale di primaria importanza, affiancandosi al pubblico e spesso sopperendo alle sue lacune, esce ulteriormente sacrificato da questo colpo di scure impressionante che porta i finanziamenti per il welfare da 2,5 miliardi a 538 milioni di euro, scaricando problemi enormi interamente sulle famiglie.

Le politiche sociali devono invece tornare a rappresentare un caposaldo dell’investimento di un Paese che vuole continuare a definirsi civile.

Formigoni, a pochi giorni dal ballottaggio per le comunali di Milano, ha promesso 70 milioni di euro in più sulla spesa sociale, che sarebbero di certo insufficienti ma comunque importanti, considerata la situazione complessiva. A breve, con l’assestamento di bilancio il Consiglio potrà verificare che non si sia trattato della solita vuota propaganda da campagna elettorale e che questi soldi ci siano davvero.

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